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L’ultimo saluto a Dario Vuono: Funerale domani a Orbassano. Nell’impatto gravemente ferito il compagno Micelli: in coma al Cto. Il giocatore del Pasta al ritorno da una partita di calcetto è morto sul colpo dopo l’impatto della sua 500 contro un cinghiale LA DINAMICA - L’auto sulla quale viaggiavano i due ragazzi è stata travolta da una femmina di cinghiale di 80 chili, in Via Vinovo a Nichelino. La 500 subito dopo si è schiantata contro un platano TRA LA VITA E LA MORTE - Simone Micelli è stabile ma la prognosi non può essere sciolta. Ha riportato uno schiacciamento a livello della base cranica. Scongiurata la fuoriuscita di midollo
LA DICHIARAZIONE - Il compagno di squadra e presidente del Pasta, Catalani: Avevamo un rapporto speciale ma quello che sto provando in questo momento è solo minima parte del dolore che ha colpito la famiglia
Dario Vuono, numero 3 del Pasta era un difensore di razza, giocava nel Campionato Regionale in C1 ma giovedì sera era a Vinovo per un torneo con gli amici del Time Out. Un suo gol ha regalato la qualificazione in finale ai suoi compagni, un gol con dedica alla sorella gemella Fabiana, in tribuna. Dopo il fischio finale il rientro a Torino e l’incidente che ha trasformato in tragedia una serata di festa. Le macchine viaggiavano in fila indiana sulla provinciale che collega Vinovo a Stupinigi, quando una femmina di cinghiale di circa 80 chili è sbucata dai campi di Stupinigi e ha investito in pieno la 500 sulla quale viaggiava il povero Dario Vuono e il compagno di mille avventure, Simone Micelli, 24enne di Rivalta. Il violento urto, con la parte anteriore sinistra della vettura, ha fatto perdere il controllo della vettura a Dario. La macchina è uscita di strada, si è ribaltata nella terra e lo schianto, il secondo, contro un platano ai bordi della strada è stato inevitabile. Sul posto sono arrivate tre ambulanze, i vigili del fuoco, i carabinieri ma per Dario non c’era più nulla da fare. E’ morto sul colpo per un trauma cranico e solo i vigili del fuoco sono riusciti ad estrarlo dalle lamiere accartocciare della sua autovettura. Simone invece è ricoverato in coma presso il Cto di Torino, nel reparto di terapia intensiva. Ha già subito un intervento chirurgico alla testa e le sue condizioni sono disperate. Catalani, compagno di squadra di Dario e amico di sempre di Simone dichiara: “Simone è stazionario. Il suo quadro clinico non migliora ne peggiora. Bisogna aspettare che la prognosi venga sciolta dall’equipe medica. Ha riportato uno schiacciamento a livello della base cranica, con la presenza di un vasto ematoma celebrale. E’ in coma farmacologico e fin quando non si sarà assorbito il versamento, non potrà essere svegliato. Per fortuna è stato escluso il danno a livello vertebrale, cosa che in un primo momento era stata ipotizzata. Non c’è stata fuoriuscita di midollo, non rimarrà paralizzato ma la presenza dell’ematoma che comprime parte del cervello potrebbe portare dei danni al sistema nervoso. Tutti preghiamo per lui, anche Dario che non è più con noi“. Tutto il paese di Orbassano, dove viveva Dario si è stretto attorno al dolore della famiglia Vuono e si prega perchè Simone non smetta di lottare nella partita più importante, quella col la vita.
IL RICORDO La voce rotta dal dolore per una perdita inattesa, straziante, questo lo stato d’animo di Catalani, presidente e giocatore del Pasta, squadra in cui militava Dario Vuono: “Con lui avevo un rapporto speciale, anche per via della notevole differenza d’età, lo consideravo come un figlio nonostante lo conoscessi da due anni. Il giorno dell’incidente aveva passato il pomeriggio da me, in azienda, per mettersi d’accordo con Simone Micelli, per quella partita maledetta. Simone è un mio dipendente. Non si può morire a 22 anni perché un cinghiale ti taglia la strada. Non ho avuto il coraggio di andare a trovare la famiglia: quello che sto provando io in questo momento è solo una piccolissima parte dell’immenso dolore che sta provando la sua famiglia. La sorella gemella Fabiana la conosco molto bene, era nella macchina dietro quella di Dario, ha assistito alla scena, ha visto morire un fratello subito dopo averlo visto vincere in campo e dedicargli un gol, l’ultimo! Ci vorrà del tempo perché torni a sorridere. Le staremo vicini. Dario era un ragazzo meraviglioso, abbiamo perso un pezzo di noi in quell’impatto maledetto” .
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