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Pagina 1 di 4 Oggi è Torino calcio a 5, ma ieri era la vecchia Real Dayco… i colori gialloblù sono sempre gli stessi e la gente va e viene ma c’è chi non molla mai. Parliamo di sognatori di professione, di uomini che conoscono la forza dei sogni e anche il loro farsi realtà. Oltre trent’anni di storia intensa con un “Cesana” ormai di troppo, un Cesana che col tempo è passato lentamente il secondo piano: via dal nome, ma non nella considerazione. Il Cesana, si è fatto da parte ma non è svanito nel nulla, rimane tra le righe e oltre le vittorie di Edu e Gustavo, oltre l’arrivo di Maurinho e i dubbi sul futuro. Oltre l’A2 raggiunta e la massima aspirazione (la serie A) da conquistare. Il Cesana è la storia e da lì bisogna iniziare. Tutto partì nel 1975 quando Enrico Albano fondò il Cesana come squadra di calcio a 11, sì proprio lui. Chi l’avrebbe mai detto? La Dayco è nata dal calcio a 11, dal fratello maggiore, quello ricco, quello che ha successo, quello che è seguito dal grande pubblico, quello che da sempre è considerato l’acerrimo nemico del nostro beneamato calcio a 5. Com’è buffo il fato. Ma dopo appena dodici anni, nel 1987 lo stesso patron Albano decide di invertire la rotta e fa del Cesana una squadra di calcio a 5. Una conversione a dir poco vincente dal momento che in breve si raggiunse la serie A, partecipando al primo campionato nazionale. Fu la prima squadra piemontese a raggiungere la massima divisione e a restarci per due anni di fila.In quegli stessi anni in cui il Cesana calca palcoscenici importanti, un’altra società vede l’alba sotto la Mole: gli Yuppies 91. Un nuovo sodalizio si intravede all’orizzonte: Alberto Rigazzi, Dentis Gianfelice e Andrea Ravagnan. Siamo agli inizi degli anni ’90 e dopo un’altalena di successi e delusioni a livello regionale, gli Yuppies 91 nella stagione ’93-’94 sfiorano la promozione in serie B. Non andrà meglio la stagione seguente e neppure quella ancora successiva, che vedrà salire sul gradino più alto del podio la Cotrade. Il panorama del calcetto piemontese vive di sussulti e nella stagione ’96-’97 i due team danno vita ad una nuova società, il Cesana Yuppies 91 nelle cui file militeranno grandi nomi come Cornelj, Sattolo, Bongiovanni, Cucco, Rana, Maltese, Tunno. Nomi che la dicono lunga su quali siano gli obiettivi di questo nuovo sodalizio, non sarà, infatti, un caso se nel giro di due stagioni si riporterà l’A2 a Torino (stagione 97’-98’).In quegli stessi anni all’orizzonte si intravedeva una nuova stella, il “Ronchiverdi calcio a 5”. Un astro che presto si sarebbe ritrovato a camminare fianco a fianco al Cesana Yuppies 91. Il Ronchiverdi nacque da un’idea di Pier Luigi Gotta, Antonio Ciurleo e Diego Mattrel (figlio dell’indimenticabile portiere della Juventus) e vive il suo primo anno (‘93/’94) all’ombra di un campionato regionale poco consono alle aspirazioni dei vertici, un campionato che regalerà solo la gioia dei playoff negando quella di una promozione forse ampiamente meritata. L’anno dopo la svolta, alla guida dell’intero gruppo ci sarà un altro juventino doc, questa volta solo di fede, Giulio Vacchi e mai cambio al vertice fu di più buon auspicio. Fu centrata la promozione passando dal limbo degli spareggi ma in quegli anni le sponsorizzazioni latitavano e in men che non si dica Vacchi dovette rinunciare al campionato nazionale per disputare ancora una volta la serie C.
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