Domus prosegue la corsa, Aymavilles fa la grande Una conferma importante quella giunta dal Cambini: la Domus fa sul serio. Non che fosse lecito nutrire dubbi sulle ambizioni della capolista, ma la vittoria in un derby non agevole ha un peso specifico notevole. Tale è stata la sfida alla Comelt, andata ben due volte avanti con Perego ma incapace di chiudere la gara come avvenuto sette giorni prima ad Aosta: puntuale arriva la rimonta firmata dai fratelli Battaia e dalla fuga finale dell’ex Mastropierro verso l’incustodita porta casalinga.Nelle parti alte della graduatoria, con una gara in meno disputata, si propone con convinzione la Reggiana di Dall’Olio, protagonista di un ultimo minuto da infarto sul parquet di Torre Boldone. Tutto sembrava ormai definitivo: 1-2 firmato Dudù Costa e Brex e tre punti d’oro in una trasferta di quelle da annoverare tra le più complicate. Difficile aspettarsi il colpo di coda bergamasco, caratterizzato dalla rete della vecchia volpe slovena Gacnik. Ancor più arduo però pensare di riprendersi l’intera posta in palio con la rete di Dudù a soli sei secondi dalla sirena finale: gran bel colpo per gli ospiti e terza sconfitta consecutiva per i padroni di casa (unico club capace di fermare la Domus prima di cadere in preda ad assenze da squalifica ed infortunio), ormai risucchiati in zone meno nobili di classifica dopo averne assaporato la cima. Finalmente vittorioso il Forlì, sei le reti rifilate ad un Bergamo Calcetto (in rete con Carminati, Mendes e Verzeni) ancora in preda ad euforia post-derby. Sempre avanti i ragazzi dell’ex portierone di Cadoneghe e Reggio Emilia (tra le altre) Josmael Correa Dos Santos: l’ottimo pivot Graziani firma l’hat trick di giornata, coronato dalla doppietta di Piovesan e dalla rete di Miscioscia. La coppia Mendoza-Vona inizia a funzionare ed a farne le spese è il Cornaredo di Fracci sconfitto tra le mura amiche per la seconda volta consecutiva. Il pivot di San Cristobal apre le marcature nell’unica rete ammirata durante la prima frazione: la puntata sinistra non lascia scampo a Carfì. Ad aumentare il divario arriva la doppietta di Vona, all’insegna del contropiede rossonero. Due palloni piuttosto “inusuali” partiti dai piedi di Filomene e Sampietro riportano in gara il Cornaredo, colpito ancora dal diagonale di Salvadori. Tanto bella quanto inutile la zampata di Boni con i padroni di casa impegnati ad attaccare la porta di Erba con tanto di portiere di movimento, al quarantesimo festeggiano solo i valligiani: partita e sorpasso Aosta in unica soluzione.
Viste per voi: Bra vs Sporting Rosta & Torino vs Acsi Aurora La seconda ed ultima “doppietta braidese” ha lasciato immutata l’infelice classifica dei locali nonché quella dell’Acsi Aurora, ma ha restituito alla Divisione Calcio a 5 una certezza da cui riprendere a lavorare con impegno in vista del prossimo errore grossolano: Bra è in provincia di Cuneo. Comprensibile la delusione del sindaco Chiamparino, ormai certo di aver annesso l’amabile cittadina ai propri possedimenti con una mossa in stile Risiko anni’80, sarà per un’altra volta. Delicata la decisione del Torino, poche lettere in più ed il gioco è fatto: da Bra si passa a Brandizzo e magari in molti non noteranno la differenza. Si accettano offerte per cartine topografiche aggiornate da spedire in via Po’ (quella in provincia di Roma ndr), professionalità e competenza pare non siano in vendita. Narrata l’ennesima barzelletta del futsal italiano, torniamo al campo di gioco. Un derby non spettacolare ma intenso ha consegnato al Rosta la terza vittoria di fila, non senza qualche preoccupazione per Gotta. Il suo disperato richiamo “ma perché rischiamo così tanto” ha risuonato per l’intero impianto Brasport, tanto da indurre Cucinotta (reinventatosi uomo gol prima dell’avvento della punta del piede sinistro di Granata, da sempre portatrice di cocenti delusioni per i portieri avversari) e compagni a più miti consigli. Perché Bra ed Acsi sono ancora a zero punti? Questa è la domanda, rimasta senza risposta, di molti appassionati in tribuna durante entrambe le gare di sabato. Più radicale e spietata una testata regionale piemontese in cui si parla di un Bra evidentemente non all’altezza della categoria. Ritengo più utile trovare una risposta alla prima domanda, visto e considerato che lo 0-0 sul quale è rimasta inchiodata la prima parte di gara aveva visto i padroni di casa capaci anche di mettere paura a Funari, graziato dai pali tanto sullo splendido ed inafferrabile sinistro di Barolo quanto sulla precisa punizione di Lupo. Stessa sorte per il sinistro di Granata su sponda rostese, ma fino ad allora il match aveva vissuto su un evidente equilibrio, impossibile ravvisare una netta superiorità ospite. Ci ha pensato il millimetrico piatto di Cucinotta a cambiare le carte in tavola in apertura di seconda frazione, il Bra ha perso intensità nel difendere (eloquenti le rimostranze dell’ “allenatore in campo” Lupo al resto della truppa) lasciando spazio al Rosta per giocare e concludere a rete, ecco spiegato almeno uno dei motivi per cui la classifica dei padroni di casa è rimasta bloccata sul poco incoraggiante “zero”. Nell’altra metà campo eccessivamente inconsistente Lorenzin, il sospirato debutto di Polimeni potrebbe decisamente rinfrancare Bongiovanni.
Perché è ancora a zero l’Acsi Aurora dopo aver cullato per oltre 35 minuti il colpaccio in quel di Torino (perdonate: in quel di Bra, Cuneo)? In questo caso si potrebbe semplicemente affermare che il Torino abbia ritrovato la propria identità nei minuti finali, facendo valere “un qualche tipo di superiorità”: quanto meno tecnica se non anche tattica. Ma così non è, la verità è che il Torino ha mostrato il peggio di sé per quaranta minuti di gioco, poche idee e gravemente confuse. L’Acsi ha sfruttato nel miglior modo possibile l’infelice giornata dei gialloblù nei primi venti minuti. Grottesco il gol assegnato a Dell’Olio dalla coppia arbitrale, “rea” di aver già fischiato (sbagliando, considerato lo sviluppo dell’azione) l’infrazione della difesa torinese su Pierro. Bravi anche in altre occasioni ad approfittare degli assenti padroni di casa, tanto da guadagnarsi rigore e tiro libero sfruttati alla perfezione dal player-manager Neri. La chiave del match sta nell’atteggiamento dei lombardi nella seconda metà di gara, colpiti dal “braccino” del tennista e quasi increduli di fronte alla possibilità di sbancare Bra, lasciando ai giallorossi locali (piuttosto preoccupati in tribuna da tale eventualità) l’ingrato ruolo di fanalino di coda “in solitaria”. E pensare che per quindici minuti, un’eternità nel nostro sport, il Torino non era stato in grado di pareggiare né di rendersi particolarmente incisivo dalle parti di Teodori, motivo in più per provare ad infliggere il colpo del definitivo knock-out. L’Acsi invece risparmia il Torino che, per dirla alla De Andrè, “imbracciata l’artiglieria non ricambia la cortesia”. Eccoli allora i vari Paco, Vavà e Vinicius: vanno a riprendersi un risultato che alla vigilia si sarebbe detto scontato ed al quarantesimo provoca diversi sospiri di sollievo tra atleti e dirigenti piemontesi. Torino disastroso, Acsi in netto miglioramento rispetto agli svarioni evidenziati nel derby di sabato scorso. Per le matricole Bra ed Acsi Aurora la consapevolezza di poter competere nella categoria cadetta senza dare troppo ascolto alle malelingue, con il lavoro qualche risposta alla domanda sopracitata arriverà, e con essa i primi punti in classifica. Torino e Rosta restano a godersi l’aria di alta classifica, senza dimenticare le lacune e debolezze evidenziate anche sabato da entrambe.
Luca Ranocchiari – Capo Redattore www.futsalplanet.com luca.ranocchiari@futsalplanet.com
Fonte: www.acsiaurora.org
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