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SOGNATORI DI PROFESSIONE
Il giro di campo finale davanti a un pubblico rispettoso che applaudisce in piedi…. Credo sia questo l’obiettivo dei ragazzi gialloblù in questa stagione. Sono sognatori di professione, uomini che conoscono la forza dei sogni e anche il loro farsi realtà. Finalmente è stato superato (…di slancio) l’anno da matricola pestifera, antipatica e spesso sfortunata. Ci si ritrovava sempre al posto sbagliato, nel momento sbagliato, spesso si è stati troppo ingenui e ci siamo fidati di chi invece ha solo riso delle nostre disgrazie. Alla fine, ma solo in zona cesarini si riuscì nella scorsa stagione a conquistare l’agognata salvezza nella serie cadetta, battendo la Reggiana 4-2. I nostri ragazzini con le ali ai piedi (la nostra Under 21) sfiorarono la qualificazione ad una finale scudetto che sarebbe entrata nella storia: il Terni mise fine ai sogni gialloblù e per loro iniziarono le meritate vacanze. Quante cose sono cambiate da allora… quanta acqua è passata sotto i ponti, per non parlare dei ragazzi andati via, qualcuno tra gli abbracci generali di una famiglia che non voleva lasciarlo andare via, altri tra la rabbia nata da stupide incomprensioni.
Maurinho è tornato all’ovile, nell’accezione del termine più positiva che si possa immaginare. E’ tornato da una Reggiana giovane e bisognosa, come il pane, della sua esperienza. Gustavo ha fatto il “salto”: è andato a vestire la casacca della Marca Trevigiana di mister Ramiro in cerca di una promozione che vorrebbe dire serie A.
Un anno difficile quello che ci si lascia alle spalle, tanti problemi irrisolti, ma anche tanti rapporti che si sono legati a doppia mandata. Una cosa di certo è stata capita: i facili trionfalismi devono essere accantonati, in vista delle ben più probanti verifiche del campo. A primo acchito il ragionamento non farebbe una grinza ma non possiamo neanche fare finta che si abbia a che fare con una squadretta che si diverte a giocare come tante. Una squadra che ha tutto: brasiliani di primo livello…. Edu, Evandro, Daniel, Ramon; gli esempi migliori di tecnica e intelligenza Felipe, Vinicius, Adriano, Juliano, Bassani. Le giovani promesse su cui scommettere ad occhi chiusi: Gabriel, Rodrigo, Kleber.
La carta d’identità di questa società, della prima squadra su tutte ma anche dell’Under 21, ha evidenziato a caratteri cubitali la superiorità tecnica e caratteriale di un gruppo che dallo scorso Settembre è in marcia, una marcia trionfale verso la serie A. Fa quasi paura a pronunciarla, eppure è solo la prima lettera del nostro alfabeto… e qualcuno per scaramanzia si tappa le orecchie ma quello è l’obiettivo dichiarato di una società che ha fatto un progetto pluriennale e non vuole certo buttare alle ortiche il lavoro svolto sino a questo momento. Molto probabilmente il salto non arriverà quest’anno, tanto più se si considera l’avvio di campionato e i vari “problemini” di organico che hanno preoccupato non poco mister Visconti, ma gli ingredienti per far bene ci sono tutti. Quest’anno si riuscirà in Coppa Italia Under 21 a schierare una squadra competitiva sin dalle prime battute, i risultati ne sono la prova lampante… e allora perché nascondere il desiderio di vincere quella Coppa che profuma di tricolore? Nel calcio quelli che giocano bene si riconoscono tra loro. Fanno strada a forza di dare calci a un pallone, di prenderlo a pedate con tutta l’anima, come se ognuna di quelle pedate colpisse la loro voglia di riscatto. Si cercherà anche, con vari gemellaggi, di avvicinare più gente e più sportivi possibili alla squadra, perché una tra le più cocenti sconfitte della nostra scorsa gestione è stata quella del seguito, del pubblico. Riempire il Ruffini come fece l’Itca quando la Torino del calcio a 5 era famosa in tutta Italia. Sognare costa poco i presupposti sono buoni e non a caso si giocherà nello stesso tempio del calcio a5, al PalaRuffini.
Non dimentichiamo mai che stiamo parlando di ragazzi che si identificano nell’uomo simbolo di questa società: Beppe Visconti. Si identificano in lui perché sono una specie di scugnizzi di umili origini proprio come il nostro palermitano… hanno deciso entrambi di dribblare anche il loro destino pur di inseguire un sogno. Speriamo quest’anno di vincere la nostra partita con un bel “golazo”…. Uno di quelli che fanno impazzire le tifoserie (avercele!), uno di quelli che ti ripagano di tutti i sacrifici fatti, di tutte le ingiustizie sopportate (povero Edu…!). Ma se così non sarà… se non si vincerà non ne faremo un dramma. Il calcio è così. A volte si vince e a volte si perde. La cosa più importante è saper perdere… Non dimenticando mai che una cosa è il calcio a 5 e un’altra, ben diversa è la vita.
“E io me ne stavo li a chiedermi perché noi brasiliani non lasciamo mai del tutto quel posto dove il nostro cuore si impegna a rimanere sepolto per sempre”. Un paulista |