|
Perchè allenare il ritmo?
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Quando è possibile è meglio acquisire il nuovo movimento attraverso la sua struttura ritmica. In questo modo lo si comprenderà nella sua totalità, in maniera precisa e si riuscirà ad interiorizzarlo. Albert Einstein una volta disse: “non si deve capire il mondo, ma è necessario sapersi orientare al suo interno”. Il timing, ovvero la precisione spazio-temporale, e il ritmo, cioè la flessibile rappresentazione tra due punti, aiutano il giovane ad orientarsi in modo ottimale nella raccolta delle informazioni. Nei processi di elaborazione e memorizzazione, le esperienze motorie (personali, materiali e sociali) permettono di strutturare e memorizzare meglio e più a lungo l’abilità motoria. La presa di coscienza del movimento incrementa le competenze e permette una mirata contrazione muscolare fornendo inoltre la capacità di adattamento. Uno degli obiettivi dell’insegnamento motorio o dell’allenamento può essere quello di comprendere i ritmi di una musica e di trasformarli in movimenti. Un esempio illustre ci viene fornito dall’Ajax che organizza lezioni di ginnastica aerobica per i giocatori del settore giovanile. Però a seconda del grado di libertà del compito assegnato i ritmi possono essere trasformati più o meno liberamente in movimenti. La capacità del preparatore atletico dev’essere quella di proporre esercizi sul ritmo adeguati allo sport praticato: nel calcio il ritmo ha una funzione particolare nell’esecuzione delle finte. Un tempestivo cambiamento di velocità permette di ingannare l’avversario costringendolo a spostarsi su un lato per poi passarlo sull’altro. Ottimi giocatori sono in grado di adattare il ritmo della finta alle diverse situazioni che si presentano, riuscendo ad ingannare ogni volta l’avversario. Un altro esempio di ritmo nel calcio è fornito dalla rincorsa per il colpo di testa in cui il primo passo è lungo, mentre i due successivi che portano allo stacco sono più corti. Ciò che conta è colpire la palla al momento giusto, vale a dire nel punto più alto della traiettoria. Spesso i bambini non riescono a coordinare i passi per lo stacco, per cui sarebbe opportuno un allenamento dapprima senza palla e poi con accompagnamento acustico. La velocità è un importante parametro per poter effettuare un salto in alto. La trasformazione dell’energia cinetica in energia potenziale è possibile se si sfrutta il ritmo “iamm-ta-tam” nei tre passi che precedono lo stacco. L’acquisizione di un’abilità motoria è facilitata se il movimento viene eseguito lentamente, mantenendo però il giusto ritmo. In questa fase la dimensione spaziale assume una grande importanza. Solo in una seconda fase si darà importanza alla velocità di esecuzione. Alla fine del processo di apprendimento il ritmo assume soltanto la funzione di accompagnamento. La strategia consiste nell’offrire gli spazi per una rappresentazione individuale. |